08. Colombe e serpenti - Zona Pastorale Borgo Panigale e Lungo Reno | Arcidiocesi di Bologna

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08. Colombe e serpenti

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Mt. 10

16 Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
17 Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;
18 e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
19 E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire:
20 non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
 
 
 

La prima lettura spontanea di questa riga di vangelo fa pensare a delle difficoltà da superare che il mondo esteriore ci procura. La condotta cristiana della nostra vita incontrerà dunque ostacoli che l’ambiente esterno ci procurerà, forse sempre maggiori maggiore sarà il nostro impegno per Cristo.
 

Ma, è il Signore che ci manda, ci proteggerà perché in fondo lavoriamo per lui, però il compito è delicato e si svolge tra insidie, bisogna fare molta attenzione.
 
L’apostolato, l’evangelizzazione del mondo che ci circonda incontrerà ostacoli, stiamo pronti e attenti. Soprattutto disponibili all’ascolto interiore dello Spirito Santo.
 
 

É l’unica lettura di questo testo?
 
 
La nostra vita consiste nell'attraversare questo mondo, vivere questa realtà ma non per rimanervi. Ma questo significa che dobbiamo "passare attraverso", trapassare, passare dentro e non fermarci mai qui, ma andare oltre, più in là.
 
Ecco perché ogni situazione e ogni persona diventa un ostacolo, una situazione mai piacevole, ma sempre difficile: perché devono essere attraversati, e non possiamo mai fermarci ad essi, per essere salvi.
 
Salvi da che? Salvi da quelle stesse realtà che diventano condizionanti, sia nel male che nel bene: ci fermano, mentre la vita ci impone di procedere, di andare oltre, attraversando quelle realtà alle quali, al contrario, è facile cedere come tentazioni di sirene che ci tentano a rimanere presso di loro.
 

La prima persecuzione, difficoltà morale e fisica, la troviamo proprio in noi stessi, nella fatica del non fermarci alla nostra modalità di vita, al rapporto con l'io, alla valutazione che do alla mia persona e all'ancoraggio su me stesso, sulle mie convinzioni. All’opinione buona o cattiva che ho man mano di me stesso mentre procedo nella vita.
 
Le persecuzioni primordiali e originali nascono sempre da dentro: dal mio cuore, dalla mia anima e dalla mia mente, che mirano a me stesso, a mettermi al centro della mia vita.
 
Devo invece essere capace di superarmi, di non fermarmi all'io, al prodotto di me stesso, ai miei soli progetti, alle mie intenzioni, alle mie sole valutazioni, a ciò che sono, che faccio, che dico, che penso, che provo: devo andare oltre, trapassando l'io e andando oltre, nel mondo dell'altro e nella realtà oggettiva.
 

Questa è la prima e la più grande persecuzione che ostacola il mio “attraversare la vita”, essa è sempre in atto, e in essa si rispecchiano poi tutte le altre.
 
L'orientamento che devo avere per vivere e per essere salvo di fronte a ogni situazione che può essere per me una persecuzione o una tentazione è di avere una coscienza che sa di dover sempre attraversare me stesso e il mondo che mi circonda.
 

Mi occorre una guida, è lo Spirito che abita in me. Dovrò imparare a riconoscerne la voce. Voce di una brezza lieve e gentile che devo saper intendere non fissando la mia principale attenzione ai rumori miei e del mondo.
 
La vita sono solo due passi, una piccola passeggiata: devo solamente passare attraverso questo mondo, per entrare nell'infinito che mi attende.
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