09. La spada e la pace - Zona Pastorale Borgo Panigale e Lungo Reno | Arcidiocesi di Bologna

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09. La spada e la pace

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Mt. 10

34 Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.
35 Sono venuto infatti a separare
il figlio dal padre, la figlia dalla madre,
la nuora dalla suocera:
36 e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa.
37 Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me;
38 chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.
39 Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
 
 

I momenti fondamentali della vita di Gesù (nascita, cena, resurrezione) sono segnati da annunzi di pace: “Sulla terra pace agli uomini ...” Lc 2, 14; “Vi lascio la pace, vi do la mia pace ...” Gv 14, 27; “Pace a voi ...” Lc 24, 36. Gli apostoli dovranno presentarsi agli uomini annunciando la pace e vivendo come uomini di pace “Pace a questa casa! ... Lc 10, 15; “Beati gli operatori di pace ... Mt 5, 9; perciò impressiona che Gesù stesso dichiari d’essere venuto a portare una spada, cioè a creare divisioni profonde persino tra gli affetti più intimi. Si contraddice o invece si tratta di capire cosa intende dire?
 

La spada, sorprendentemente,  compare già all’interno del salmo 149 il cui tema esplicito sono, invece, le lodi di Dio pronunciate dai suoi fedeli:
 
 
Sal 149, 1 Alleluia.
Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell'assemblea dei fedeli.
2 Gioisca Israele nel suo Creatore,
esultino nel loro Re i figli di Sion.
3 Lodino il suo nome con danze,
con timpani e cetre gli cantino inni.
4 Il Signore ama il suo popolo,
incorona gli umili di vittoria.
5 Esultino i fedeli nella gloria,
sorgano lieti dai loro giacigli.
6 Le lodi di Dio sulla loro bocca
e la spada a due tagli nelle loro mani,
7 per compiere la vendetta tra i popoli
e punire le genti;
8 per stringere in catene i loro capi,
i loro nobili in ceppi di ferro;
9 per eseguire su di essi il giudizio già scritto:
questa è la gloria per tutti i suoi fedeli.
Alleluia.
 

Le lodi a Dio che i fedeli cantano equivalgono ad una spada di giustizia, una spada a due tagli che comunque la brandisci è pronta all’uso, taglia da destra a sinistra e da sinistra a destra.
 
Perché cantando le lodi di Dio si agita una spada che fa giustizia sul mondo?
 

Anche nella lettera agli Ebrei la spada entra a sorpresa nel discorso mentre l’autore parla del “riposo di Dio” cioè nella “pace” riservata al suo popolo definitivo, a quello che non ha il cuore indurito come quello che poi gli ha disobbedito, a quel popolo che ascolta l’ultima sollecitazione a credergli, rivoltagli da Dio “in Davide”.
 
 

Eb. 4

4 Si dice infatti in qualche luogo a proposito del settimo giorno: E Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le opere sue.
5 E ancora in questo passo: Non entreranno nel mio riposo!
6 Poiché dunque risulta che alcuni debbono ancora entrare in quel riposo e quelli che per primi ricevettero la buona novella non entrarono a causa della loro disobbedienza,
7 egli fissa di nuovo un giorno, oggi, dicendo in Davide dopo tanto tempo:
Oggi, se udite la sua voce,
non indurite i vostri cuori!
8 Se Giosuè infatti li avesse introdotti in quel riposo, Dio non avrebbe parlato, in seguito, di un altro giorno.
9 È dunque riservato ancora un riposo sabatico per il popolo di Dio.
10 Chi è entrato infatti nel suo riposo, riposa anch'egli dalle sue opere, come Dio dalle proprie.
11 Affrettiamoci dunque ad entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza.
12 Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore.
 
 

Proviamo a riepilogare:
 
 
Gesù afferma, in Mt 10, 34-39, che la sua venuta porta con sé una divisione profonda, che separa nettamente le persone anche quelle unite dagli affetti umani più profondi.
 

Il Salmo 149 dice che la proclamazione delle lodi di Dio, cioè la franca dichiarazione della fede in Lui fatta dai suoi fedeli, equivale ad usare una spada che fa giustizia nei confronti di tutti coloro che ascoltano le lodi pronunciate.
 
Infine l’autore della lettera gli Ebrei ci dice, tramite un sapiente ragionamento, che entrare nel riposo di Dio, cioè per godere dei frutti della sua opera definitivamente efficace di salvezza (la venuta di Cristo Redentore, l’eterno Re della stirpe di Davide) occorre credere alla parola di Dio viva ed  efficace, che penetra con la sua luce di verità sin nel più profondo della struttura umana.
 
 

Proviamo a sintetizzare:
 
 
C’è una pace che è intima, personale, non comunicabile a nessuno, che nasce dalla fede in Gesù. Questa fede che porta con sé la riconciliazione, il sentirsi di poter vivere sereni perché avvolti dall’amore di Dio. Tutto passa in secondo piano rispetto ad essa, il Signore Gesù è, dunque, al di sopra di tutto e di tutti. Non c’è pace ottenibile in questa vita se non attraverso la fede in Gesù. Solo nella consapevolezza dell’amore di Dio, che ci raggiunge in Gesù, c’è il senso e la pienezza della nostra vita.
 
 

Vivere questa pace proclamando apertamente la fede in Gesù è anche l’affermazione verso tutti della “giustizia di Dio”, ricordando che ”l’azione giusta” che Dio intende compiere è appunto la sua volontà di salvezza universale, volontà che si estende verso tutto il mondo attraverso la testimonianza della vita dei suoi fedeli che diventa esempio visibile e tangibile delle intenzioni benevole di Dio verso tutti e insieme discrimine della buona volontà umana. O si è da una parte o si è dall’altra, non c’è una via di mezzo.
 
 

Consapevolezza di ciò si ottiene attraverso la Parola di Dio, ossia nella relazione personale con il Verbo incarnato, nella sua persona (Eucaristia) e nella sua parola trasmessa nella Sacra Scrittura. Solo in questa relazione l’uomo scopre sé stesso, la verità nascosta nella sua esistenza attuale e futura che solo la Parola di Dio penetrante come una spada gli può rivelare. Solo così ognuno può scoprire la pace a cui Dio lo destina per l’eternità.
 
 

Occorre qui ricordare qual è il senso del rapporto del cristiano con Gesù nell’Eucaristia. Far la “comunione” consiste  nell’adesione alla “vita” di Gesù, cioè far nostri i suoi principi, i suoi fini, la sua umanità, la sua fiducia illimitata nel Padre che giunge sino al punto di affidargli serenamente la vita. Far la “comunione” è quindi l’accettare l’affermazione assoluta di Gesù su di noi, ogni compromesso porterebbe nell’anima inquietudine e illusione. Occorre vivere nella verità profonda della nostra umanità, ed essa ci riporta inevitabilmente al Signore. Gesù ci dona la pace perché dona sé stesso. Niente e nessuno lo può sostituire.
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