23. È più facile che un cammello - Zona Pastorale Borgo Panigale e Lungo Reno | Arcidiocesi di Bologna

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23. È più facile che un cammello

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Mc. 10

17 Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: "Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?".
18 Gesù gli disse: "Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo.
19 Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre".
20 Egli allora gli disse: "Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza".
21 Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: "Una cosa sola ti manca: va, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi".
22 Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.
23 Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: "Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!".
24 I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: "Figlioli, com'è difficile entrare nel regno di Dio!
25 È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio".
26 Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: "E chi mai si può salvare?".
27 Ma Gesù, guardandoli, disse: "Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio".
 
 

Possibile che chi è ricco non possa andare in cielo? Possibile che chi è ricco debba vendere tutto e darlo ai poveri? Proprio questo intende dire il Signore ai suoi discepoli?
 
Già il filosofo Platone aveva detto: “È impossibile che un uomo straordinariamente buono sia anche straordinariamente ricco”.
 
 

Gesù facendo l’esempio dell’impossibile relazione tra l’animale più grosso conosciuto dalla sua gente con il foro più piccolo che ci sia, intende mettere in guardia contro il pericolo di rendere la ricchezza il nostro riferimento principale. Se la ricchezza diventa lo scopo della vita tutto il resto perde importanza.
 

L’affermazione del Signore non si riferisce alla ricchezza in senso lato, ma alla ricchezza nel caso del giovane ricco che di fatto la mette in una posizione superiore ai comandamenti, che pur egli conosce e segue, ma a loro preferisce tenersi i suoi beni.
 

Questo è lo scambio che il Signore intende stigmatizzare, non il semplice possesso di beni che possono sempre essere usati per il bene se non ci si lascia dominare da loro.
 
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